Quando la conoscenza della storia può essere garanzia di qualità. Ecco come nasce la pizza e come si è evoluta senza intaccarne la sua essenza

Conoscere le origini è qualcosa di molto importante per permettere di affrontare il futuro nel migliore dei modi. Questo vale anche per gli alimenti che diventano parte di ognuno di noi e caratterizzano la storia e la tradizione di un popolo.

La storia dell’Italia è fatta anche di ricette e prodotti che contraddistinguono una regione dall’altra. Eppure, a legare l’intero stivale è ancora lei, la pizza, di cui in molti continuano ad ignorarne le origini. Quando parliamo di pizza, tuttavia, non dobbiamo pensare direttamente alla storia della Pizza Margherita, in quanto le sue origini sono addirittura antecedenti.  Molto diffusa in epoca romana, veniva preparata con i cereali come il farro che è proprio il frumento dal quale deriva la parola farina. I romani macinavano il farro fino a ridurlo in polvere e da questo ricavavano una focaccia bassa e schiacciata, caratteristiche proprie della nostra amata pizza. Tuttavia, è a Napoli che questo straordinario prodotto culinario si sviluppa. Intorno al XVI secolo ad un pane schiacciato venne dato il nome di pizza che deriva dalla storpiatura della parola “pitta”. Prima del XVII secolo la pizza era coperta con salsa bianca. Fu più tardi sostituita con olio d’oliva, formaggio, pomodori o pesce.

La storia più affascinante è quella che riguarda la Pizza Margherita. Nel giugno 1889, per onorare la Regina d’Italia Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito preparò la “Pizza Margherita”, una pizza condita con pomodori, mozzarella e basilico, per rappresentare i colori della bandiera italiana. Una storia “romantica” che ha fatto proprio della pizza il piatto più mangiato al mondo. Un piatto che, ovviamente, ha subito delle innovazioni. Seppure innovata, una pizza deve avere dei punti fermi e soprattutto deve essere in qualche modo sinonimo di qualità. Ne è consapevole anche il maestro pizzaiolo Vincenzo Florio che da anni persegue questa strada. Proprio l’utilizzo di determinati prodotti, rende le sue pizze speciali e soprattutto garanzia di qualità.

Vincenzo Florio condivide questa visione con i produttori di quelle materie prime che permettono alla pizza di essere un prodotto di eccellenza. Proprio in questo modo è possibile condividere progetti, creare opportunità di crescita ed esportare amore e tradizioni dei vari territori. La Puglia è la terra di origine del maestro pizzaiolo Vincenzo Florio e la purezza dei suoi prodotti rappresenta l’immancabile punto di riferimento. Diverse ed importanti le aziende a cui Florio si affida e di cui è diventato anche ambassador e consulente. Parliamo di aziende e marchi del calibro di Molino Casillo, Spirito Contadino, Frantoio Guglielmi, Caseificio Montrone, IpBake, Moretti Forni, Così Com’è, My Emphire, So Food, Olio Guglielmi e Sinisi.

Anche grazie alla qualità di queste aziende, una pizza può conservare quei valori che hanno fatto la storia, ma al tempo stesso contribuire a far divenire questo straordinario prodotto gastronomico italiano una “Pizza d’Autore”.

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